venerdì 23 dicembre 2016

Eleonora Forenza introduce "SudÈuropa - Un'alternativa all'austerità dal Sud Europa"


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A Napoli il 5 novembre si è svolta la prima tappa della "Carovana del Sud", per unire le esperienze del Mediteranneo, dalle città ribelli ai movimenti che propongono pratiche di alternativa all'austerità.


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 https://www.youtube.com/watch?v=Z10ZIJ_ztLA

mercoledì 30 novembre 2016

martedì 6 settembre 2016

9 settembre tutto il sud in Grecia!Την Παρασκευή 9 σεπτ.οι ηγέτες του ευρωπαϊκού Νότου στην Αθήνα – Η Συμμαχία του Νότου.

 Risultato immagine per tsipras renzihttp://www.tribune.gr/politics/news/article/279060/tin-paraskevi-igetes-tou-evropaikou-notou-stin-athina-simmachia-tou-notou.html

https://www.left.it/2016/08/26/tsipras-convoca-sud-contro-austerita-9-settembre-atene-renzi-hollande-rajoy/

Tsipras invita il Sud contro l’austerità, ad Atene, il 9 settembre. Il tentativo sembra quello di spostare l’asse della discussione, o meglio dell’opposizione, da sinistra-destra a Sud-Nord. Ad Atene, Alexis Tsipras ha convocato i premier di Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Malta e Cipro. Il 9 settembre i leader del Sud Europa proveranno a costruire un’alleanza anti-austerità. È arrivato il momento di costruire un asse del Sud in contrapposizione a quello del Nord che oggi comanda in Europa, pare abbia detto Tsipras secondo i media greci. E per questa Alleanza contro l’austerità Tsipras convoca tutti i leader del Sud Europa, inclusi Renzi e Hollande, e persino Rajoy, che proprio nemici dell’austerity non sono. E tenta così di mostrare all’Ue che un’alleanza anti-austerità può includere i conservatori e i progressisti di quel pezzo d’Europa che affoga nel debito. Già ieri, in un incontro dei capi di Stato di sinistra a Parigi, Tsipras ha avanzato alcune proposte per l’Europa e avanzato l’idea di un forum tra le forze di sinistra di tutte le ispirazioni per ragionare sul futuro.

venerdì 18 marzo 2016

I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati

http://www.pressenza.com/it/2016/03/sindaci-barcellona-lesbo-lampedusa-si-accordano-aiutare-rifugiati-2/I sindaci di Barcellona, Lesbo e Lampedusa si accordano per aiutare i rifugiati
Di fronte all’immobilismo e alla mancanza di risposta degli stati europei rispetto alla crisi umanitaria dei rifugiati, il Comune di Barcellona ha stretto un accordo di collaborazione con Lesbo (Grecia) e Lampedusa (Italia), le due isole del Mediterraneo dove negli ultimi anni sono arrivati più profughi, offrendo loro tutto il suo appoggio. Ha inoltre destinato un contributo urgente e straordinario di 300.000 euro agli enti e alla ONG che stanno lavorando nel Mediterraneo per assistere i rifugiati.
Questi accordi, firmati il 16 marzo a Barcellona dal sindaco Ada Colau, dal sindaco di Lampedusa Giuseppina Nicolini e da quello di Lesbo Spyros Galinos, assicurano l’aiuto del Comune di Barcellona per tutti gli aspetti tecnici, logistici e di appoggio sociale e ambientale che queste città possono richiedere per gestire il  forte impatto sul territorio e la popolazione rappresentato dall’arrivo in massa di persone che cercano rifugio in Europa. Prossimamente i tecnici di questo piano visiteranno Melilla (città spagnola in Marocco, dove una barriera di filo spinato ostacola l’immigrazione, N.d.T.) per analizzare possibili azioni da intraprendere in questo ambito.

sabato 5 marzo 2016

NASCE A ROMA “CARTA ADRIATICA”

NASCE A ROMA “CARTA ADRIATICA”

NASCE A ROMA “CARTA ADRIATICA”
ROMA\ aise\ - Nasce a Roma “Carta Adriatica”, associazione culturale no profit fondata da professionisti dei settori storico-artistico, antropologico ed editoriale, che da numerosi anni condividono conoscenza e passione per le tematiche attinenti al Mare Adriatico, alla sua storia e alla sua cultura.
L’obiettivo è comunicare l’Adriatico occidentale e orientale e rilanciare la sua antica funzione di raccordo tra luoghi, linguaggi e comunità: un supporto al processo di integrazione europea delle sue regioni. Dal confronto e dall’interazione delle sue diverse aree e delle sue istituzioni, si vogliono creare spazi di crescita, collaborazioni culturali e occasioni di sviluppo economico e sociale.
“Carta Adriatica” si pone come interlocutore privilegiato per approfondire il dialogo e le opportunità di sviluppo tra le due sponde e come partner di amministrazioni, enti pubblici e istituzioni private nello studio e predisposizione di progetti originali di promozione culturale, storica, sociale ed economica. Senza trascurare la comunicazione integrata, essenziale nel settore della promozione per la quale l’Associazione è in grado di realizzare campagne dedicate.
Sul sito www.cartaadriatica.it l’Associazione pubblica e aggiorna notizie ed informazioni sull’Adriatico, oltre a proporre tematiche di ampio interesse: “Tradizioni marinare dell’Adriatico. Antologia del vivere tra le due sponde”; “L’Adriatico romano”; “L’antropologia del mare: linguaggi, imbarcazioni, paesaggi, religiosità”; “Il turismo balneare e cinematografico tra Ottocento e Novecento”. (aise) 

giovedì 30 luglio 2015

...non è vero che il Nord è entrato in crisi per colpa del Sud (se il Mezzogiorno è la Grecia, il Nord da tempo non è più la Baviera...)

Giuseppe Provenzano Headshot


Il Mezzogiorno, la nostra Grecia

ITALIAN OLD WOMAN

"Abbiamo preso il Mezzogiorno", ha detto qualcuno, all'indomani delle ultime regionali, dalle parti del Pd. "Bene, e ora che ci fai?", veniva da rispondere. Che ci fai, di questa grande Grecia domestica? Non ha funzionato quell'esorcismo, ripetuto negli anni scorsi e purtroppo, nei fatti, anche nelle ultime settimane drammatiche tra Atene e Bruxelles: "Noi non siamo la Grecia"... Anzi, questa bestemmia - che rivelava la rimozione psicologica, prima che politica, del nostro Mezzogiorno - si è risolta nel suo esatto contrario: mezza Italia è diventata la nostra Grecia, due volte la Grecia.

È questa l'immagine del Sud che emerge dalle anticipazioni del Rapporto della Svimez. Tornerà, abbastanza rituale, per qualche giorno la discussione sul Mezzogiorno. Qualche commento troverà spazio, nella penuria agostana, pure sulle pagine dei grandi giornali: trascinando luoghi comuni, avvitandosi nelle contrapposizioni ideologiche di sempre, risalendo col bignamino di storia da Garibaldi fino al medioevo. Si sprecheranno anche stavolta le dottissime interpretazioni. Però restano i numeri, tanto crudi quanto le vite che raccontano, di una vicenda che ci vede testimoni.
Sono gli "argomenti testardi" che ci restituisce una crisi lunga come una guerra, che al Sud non ha conosciuto tregua, e il lento stagnante declino che l'aveva preceduta. Se negli ultimi sette anni il Mezzogiorno perde oltre 13 punti di Pil - un'enormità che non ha paragoni in Europa, eccetto la Grecia, appunto - e 600 mila posti di lavoro, un decimo dei suoi occupati, soprattutto giovani e qualificati, è la prospettiva di più lungo periodo che ci dà un'idea della deriva: rispetto al 2001 l'Europa cresce di 18 punti di Pil, l'Eurozona di 13,6, mentre l'Italia ne perde 1, facendo meglio solo della Grecia che, con tutta la sua crisi, ne perde 1,7. Il Mezzogiorno, in questi quattordici anni, invece, ne perde quasi 9,4.
(Giuseppe Provenzano)
articolo intero
http://www.huffingtonpost.it/giuseppe-provenzano/il-mezzogiorno-la-nostra-grecia_b_7903310.html?utm_hp_ref=italy
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